arte del territorio

Il messaggio dell’artista Cancelli sviluppa l’idea di una rivalutazione delle comunità rurali che possa risvegliare nella nostra mente il valore umano presente in queste realtà e nel concetto di villaggio-terra.

Ognuno di noi ha una terra, una cultura che incarna il nostro io più profondo e migliore.

«Nel sistema dell’arte contemporanea, non è prioritaria la difesa della vita e della bellezza, ed a me non interessa tanto il sistema dell’arte, interessa soprattutto la difesa dell’uomo, senza mediazioni, e la difesa dei luoghi dove l’uomo vive, che devono essere considerati sacri, perché non servono soltanto a noi oggi ma serviranno anche ai nostri eredi nel futuro, futuro che noi non dobbiamo tradire nel presente.»
(Maurizio Cancelli)

I territori vanno vissuti o vanno abbandonati?

La natura NON ESISTE ma ogni luogo naturale ESISTE!
arte del territorio di Maurizio Cancelli
Tempo di Libri giovedì 20 aprile, ore 13.30 – sala arial

Diritto universale a godere del Villaggio Terra e dei suoi frutti. Unico vero patrimonio e ricchezza, realtà che la storia espelle a favore della finzione massificata e mercificata, il NON essere.
Valore delle proprietà collettive, dei Contratti di paesaggio, dell’identità della vita, diritto di tutte le popolazioni del globo a non emigrare ed a difendere con forza i propri territori, contro l’emigrazione coatta e l’emarginazione inaccettabile.

con Maurizio Cancelli, Franco Falasca, Gaetano delli Santi, Fabio D’Ambrosio, Alice Pareyson

Cancelli: il luogo

Cancelli è il nome di luogo di una frazione territoriale nel comune di Foligno (PG); Cancelli è anche il cognome di un gruppo parentale antichissimo (se ne ha documentata testimonianza dal Duecento) diventato una stirpe ivi residente senza soluzione di continuità, la stirpe a cui appartiene Maurizio Cancelli.

Situato nell’entroterra appenninico a 900 metri sul livello del mare, Cancelli dista trenta chilometri da Assisi; è parte di un sistema di piccoli villaggi che negli ultimi anni hanno subìto un completo spopolamento e si apprestano a vedere il crollo delle strutture architettoniche.

Non vi è più economia. Contro l’abbandono e la distruzione, insieme alle denunce e alle iniziative di sensibilizzazione, bisogna far fronte alla necessità di preservare la terra-villaggio e trovarne la funzionalità che ne assicuri sostenibilità economica ed ambientale.

Cancelli: l’artista

Maurizio Cancelli ha fatto del suo villaggio un «manifesto» che offre un nuovo modello di sviluppo rurale dal quale riflettere sulla natura e sul ruolo dell’Arte oggi. L’artista che appartiene alla comunità rurale deve farsi interprete di essa e delle sue peculiarità, diventarne voce attiva ponendo al centro un nuovo modello di sviluppo rurale che ponga al centro l’uomo, le sue tradizioni ed il ter- ritorio nel contesto odierno. L‘artista si fa promotore del risveglio della comunità rurale sottolineandone le possibilità di sviluppo e la loro attualità in una fase dello sviluppo della società che rivaluta le esperienze rurali.

Si sottolinea quindi una linea tendenziale inversa o perlomeno complementare rispetto a quella oggi dominante, la quale sposta i ritmi di vita scambiando la notte per il giorno, esalta «sballi» di ogni genere, sfida la morte, non riesce a godere la prima luce, l’alba e le sue eloquenti cromie. Il valore intrinseco delle comunità rurali ci aiuta ad una rilettura più attenta della nostra condizione umana e riveste un’importanza del tutto particolare in un periodo ove si stanno verificando ritor- ni a queste realtà in Italia e nel mondo.

L’opera di Maurizio Cancelli vuole far ripensare il/al rapporto tra villaggio e città in una nuova visione umanistica: la difesa del territorio. Il villaggio è proiettato nella globalità dell’economia-mondo; il confronto tra architetture e ambienti lontani esalta l’osmosi di colore e luce; si configura con una valenza che accomuna tutti gli umani. L’opera è il risultato di una progettazione geometrica tradizionale, fa affiorare suggestioni cinetiche e di grande impatto cromatico. L’osservatore, nel guardare, è come sommerso dai tanti punti di riferimento. Il diritto di sperare, sognare il futuro.

il volume «arte del territorio»

Il volume,
oltre al racconto per immagini dell’installazione «villaggio terra» (realizzata in occasione dell’«open day» 70° anniversario delle Nazioni Unite al Palais des Nations di Ginevra il 24 ottobre 2015 su invito di UNCTAD, United Nations Conference on Trade and Development),
propone un articolato viaggio attraverso contributi saggistici di varie personalità del mondo dell’arte, della politica, della critica, per una concreta opera di valorizzazione del territorio, unica possibilità per un vivere NORMALE, prima ancora che intelligente.
Testo in italiano e inglese.

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